venerdì 27 aprile 2007

Il CHIOSCO... della Basilica





Pezzo divertente. Un nostro lettore ha notato un errore nel "Mottario" che riguarda il mese di maggio 2007. Speriamo che siano solo due lettere sfuggite per stanchezza o fretta nel battere i tasti.
Vediamo dunque nell'immagine che riporto dal Portale Ufficiale della Città di Motta di Livenza (http://www.mottadilivenza.net), che sabato 19 maggio si terrà un concerto di canti popolari pressto il chiosco della Basilica.
Ora tutti sappiamo che "il chiosco è un piccolo esercizio che in luoghi pubblici somministra alimenti, vende giornali ed altro" (da Wikipedia, http://it.wikipedia.org). Mentre "il chiostro è una parte costitutiva di un convento o di una abbazia, consistente in un'area centrale scoperta circondata da corridoi coperti, da cui si accede ai principali locali conventuali" (sempre da Wikipedia).
Forse chi ha scritto intendeva riferirsi al "chiostro"?

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Francesco Benedet

giovedì 26 aprile 2007

Not In My BackYard, non nel mio giardino

Si è parlato molto del caso Plastitecnica. Riporto questo articolo, apparso su "l'Azione" di domenica scorsa, 22 aprile 2007.
È importante, penso, riflettere sui temi ambientali soprattutto quando ci toccano da vicino: siamo sempre capaci di trovare le soluzioni giuste, ma che stiano fuori del nostro "giardino", fenomeno descritto puntualmente dall'acronimo inglese NIMBY (Not In My BackYard, "non nel mio giardino", appunto). Quando ci invadono i nostri spazi, che dobbiamo magari mettere a disposizione per un certo tipo di sviluppo, li consideriamo sempre inadatti.
Eccovi l'articolo:

La difesa di Plastitecnica: "non inquiniamo e non licenziamo"

Plastitecnica, azienda che stampa materie plastiche a Motta di Livenza, ha chiesto di poter costruire un impianto di generazione di energia elettrica ad olio vegetale, una fonte rinnovabile per la produzione di energia. Numerose sono state le discussioni in merito, soprattutto perche’ la Giunta comunale di Motta ha deciso fin da subito di bocciare il progetto, pur avendo l’impianto ottenuto l’approvazione da parte del gestore dei servizi elettrici nazionali.
Nel dettaglio, e’ stato detto qualche giorno fa che erano a rischio i 120 lavoratori che dipendono da Plastitecnica. «È assolutamente falso, - rassicura Lamberto Ridolfi, responsabile commerciale dell’azienda, - nella nostra programmazione aziendale abbiamo previsto un’espansione: lo si può facilmente notare anche dai 6000 metri quadri che sono in costruzione qui di fianco. Con il nuovo generatore avremo un risparmio del 30% circa sull’energia. Abbiamo previsto, in base a questi calcoli, di aumentare l’occupazione di 20 o 30 persone entro il 2009».
Il sindaco Graziano Panighel ha giustificato il suo no dicendo che l’impianto brucerebbe 20 mila litri di gasolio al giorno, rendendolo pericolosamente inquinante per il territorio. La cui zona industriale è sotto questo aspetto già gravata.
Plastitecnica controbatte: «Andremo in commissione (il consiglio comunale ne ha costruita una apposita, presieduta da Valter Strapazzon, per valutare la questione; si è già messa al lavoro) per far capire che è un vantaggio per l’ambiente. Su cui l'impatto è nullo». Proseguono Ridolfi e Furlanetto, amministratore delegato di Plastitecnica: «Per quanto riguarda la situazione locale abbiamo fatto un'analisi dell’impatto acustico, che sotto i limiti anche per un centro urbano; un’analisi dell’incidenza ambientale, nella quale si sono analizzate anche le aree protette nelle vicinanze, ovvero i bacini fluviali di Livenza e Monticano e i boschi di Cavalier e Cessalto. Sono chiaramente rispettate tutte le norme europee e inoltre si è cercato di fare di più: ad esempio abbatteremo quasi totalmente gli ossidi di azoto».
Plastitecnica spiegherà tutte queste motivazioni alla commissione comunale. A cui è disposta a venire incontro: «Siamo disposti a modificare i parametri che sembrassero non essere opportuni per il territorio». (Francesco Benedet)

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Francesco Benedet

domenica 8 aprile 2007

I giovani... partecipano?

Sabato 3 marzo si e’ svolto, a Motta di Livenza, un incontro con tema “La partecipazione giovanile nella comunita’ locale dell’opitergino-mottense”. Ho sentito Laura Zaratin, referente del progetto “Giovani attivi nella comunita’ 2”, che ha cercato di chiarire un po’ quello che si sarebbe detto a quella conferenza, alcuni giorni prima. I temi che sono emersi sono vari, tutti pero’ con sfondo la partecipazione, intesa come partecipazione alla vita sociale e democratica.
Alla volte si dice che i giovani non partecipano, sono assenti dalla vita sociale e politica: effettivamente, ammette, durante il percorso fatto con i giovani ha constatato una certa sfiducia generale nella politica e nel lavoro delle amministrazioni. Il valore del loro progetto, continua, e’ stato quello di permettere ai giovani di non limitarsi a lamentare che “non si fa nulla per noi”, ma andare oltre con proposte concrete.
Inoltre da alcune interviste, ci dice, e’ emersa una esplosione della comunicazione in senso mediatico (vedi internet), ma mancante del reale processo di comunicazione in cui ci si riconosce come poratori di idee e valori.
Infine prova a valutare la situazione attuale, parlando dei giovani impegnati nella nostra comunita’ locale: conveniamo che questi sono i piu’ “avvicinabili”, nel senso che sono gia’ abituati a riflettere su se stessi con consapevolezza. E’ stato molto facile, dunque, coinvolgere queste persone ma c’e’ un rovescio della medaglia, e cioe’ che essi stessi si vedono come “ghettizzati” rispetto agli “altri” (i giovani per cosi’ dire “non impegnati”).
Dunque, cercando di tirare le somme, si puo’ capire come effettivamente ci siano molti giovani disillusi nei confronti della politica, ma forse potremmo dire anche della societa’; e’ sommamente importante che si partecipi e si proponga, non solo che si critichi negativamente. I media di comunicazione sono diffusi capillarmente ormai, ma questo abbiamo visto che non e’ sufficiente: serve un vero processo di confronto tra idee.


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Francesco Benedet