martedì 8 maggio 2007

Gocce di storia: 1 - Nascita del consiglio comunale a Motta

Ormai manca un anno alla rielezione del nuovo consiglio comunale di Motta di Livenza. Storicamente, è interessante come ha avuto orgine. Esso è stato istituito molto tempo prima dell’Unità d’Italia. Alcune notizie ce le riporta l’immancabile Lepido Rocco, uomo di cultura mottense vissuto a cavallo tra il diciannovesimo e ventesimo secolo:
“Prima del 1451 pare che Motta non avesse Consiglio né Leggi proprie. Perciò in quest’anno, considerando « non esservi cosa giusta ed onesta qualora non venga amministrata con determinato ordine e speciale moderazione; e che le città non possono stare unite, né essere tenute a dovere nei loro negozi (affari, n.d.r.), se non vi si mettono a capo dei duci e degli amministratori, dall’ingegno ed operosità dei quali gli altri imparino a ben vivere; e se non siamo tenuti dei Consigli, affinché, col proporre e disputare, le cose siano ben condotte ed i tributi del popolo e dei principi vengano sapientemente regolati »; la totalità dei cittadini di Motta « vedendo di aver vissuto lunghissimo tempo senza consiglio e senza legge, con gravissimo dei propri negozi; e volendo provvedere a’ futuri errori e così stabilire giustiza per sè e per i popoli, onde non essere biasimati dai propri discendenti ... » col permesso del Podestà, risolse di creare un Consiglio.” (da Lepido Rocco, Motta di Livenza e suoi dintorni, Arnaldo Forni Editore; le citazioni interne sono del documento originale tradotto dal latino dallo stesso Rocco)
Si capisce dunque che la città era invivibile senza tali leggi comunali. Inoltre si dice che gli amministratori devono essere di intelligenza e operosità superiore, dai quali i cittadini devono prendere esempio.
Altro punto da evidenziare è il “disputare”, la discussione civile basata su tesi e argomentazioni: guardandoci attorno, in tv ma non solo, pare sempre più difficile trovare un dialogo di questo tipo.
Da un documento così antico, che può sembrare retorico e fatto solo in funzione della richiesta al Podestà di allora di istituire il Consiglio, si possono delinare alcuni principi ispiratori. Che, penso, potrebbero essere ancora oggi validi.

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Francesco Benedet

5 commenti:

Ale ha detto...

mitico l'articolo!
è vero, la discussione e il dialogo sono le cose da sempre più indicate per il buon governo delle città e anche, aggiungerei, per la vita in generale. è una ricetta semplice e antica, ma affatto scontata.

Anonimo ha detto...

Spero che questo serva a svegliarci un pò.
Spero che tanti di noi partecipino a questo incontro sul web.
Spero ancora che ci mettiamo in discussione e che apriamo la mente non solo ..."a che ora lo spriz"... ma anche cosa possiamo fare per la nostra città...
Per ora resto anonimo ma se vedo che funziona.... CI SARO'

Metafisico ha detto...

Motta di Livenza è una città smorta

Anonimo ha detto...

(ANSA) - NAPOLI, 21 MAG - Strade coperte per centinaia di metri da rifiuti e incendi che continuano a registrarsi a Napoli e in provincia. Centocinquanta, in 24 ore, dalle 8 di ieri alle 8 di stamani, i cumuli in fiamme: oltre 90 solo la scorsa notte. In alcuni tratti, a causa della presenza di innumerevoli cumuli di immondizia, l'aria e' irrespirabile. I vigili del fuoco sono soprattutto intervenuti in provincia: a San Giorgio a Cremano, Portici, Castellammare di Stabia e Torre Annunziata.

Per Francesco
Ti propongo la seguente riflessione:
Napoletano = Italiano
Veneto = Italiano
Quindi
Veneto = Napoletano
Ciao.

Anonimo ha detto...

a metafisico: sono proprio queste tue riflessioni negative ma soprattutto senza proposte alternative che non ci fanno "vivere"
(anonimo del 15 maggio h. 12,10